Maurizio Bianchi
Sono nato a Napoli nel 1968. Credo di aver ricevuto la passione per la storia di Benevento da mio padre Francesco, funzionario della Banca Sannitica, ma la passione per i libri e la storia in genere, comuni con mio fratello Sergio, anche lui come mio padre operante nel settore bancario, era soprattutto una naturale predisposizione ereditata da mia madre Grazia, insegnante e originaria di Campolattaro. Quando eravamo giovani io e mio fratello siamo cresciuti in una casa piena zeppa di libri di ogni tipo, vera passione di mia madre. Posso affermare con certezza di aver avuto sempre una curiosità morbosa per tutto ciò che mi circondava, per come funzionavano le cose e sul perchè erano fatte o diventate come erano. Mentre mio fratello seguì le orme paterne laurandosi a Napoli in Economia e Commercio, la mia passione per le materie scientifiche mi portò a laurearmi in Ingegneria Elettronica a Napoli nel 1994. Sono stato fortunato perché sono riuscito a fare quasi sempre ciò che mi più piaceva (cosa che ritengo un vero privilegio oggigiorno): ho lavorato come progettista elettronico in una azienda del gruppo Siemens che mi ha fornito l'imprinting professionale che mi ha accompagnato per tutta la vita. Lavorando in quella azienda ho potuto girare il mondo, visitare altri Paesi, sopratutto la Germania, sviluppare rapporti professionali e personali di lunga durata e acquisire esperienze umane prima ancora che prossionali. Nel 2005, nello scenario di crisi industriale che cominciava a profilarsi, e dal quale non saremmo più usciti, non solo la mia attività professionale non si è fermata, ma addirittura si è ampliata permettendomi di operare nel New Product Introduction Center della multinazionale Flextronics e di accrescere ulteriormente il mio bagaglio di esperienze. Tra il 2008 e il 2013 mi sono occupato di produzione di energie rinnovabili in particolare della produzione di moduli, celle e inverter per la produzione fotovoltaica operando per una azienda privata presso stabilimenti del gruppo situati in Olanda e in Francia. Intravedendo la parabola discendente delle energie rinnovabili nel nostro Paese, nel 2013 ho deciso di chiudere la mia esperienza di lavoratore dipendente, dalla quale ormai non riuscivo più a trovare motivazioni di crescita, e ho dato vita, assieme ad altri due soci, a una mia piccola start-up (la Power Engineering) che opera nel settore della automazione industriale, della gestione dell'energia, e del monitoraggio fornendo soluzioni avanzate di sviluppo e integrazione attraverso il web. Presi quella decisione in direzione ostinata e contraria perché non volevo seguire la scia dei tanti, troppi colleghi che hanno dovuto cercare fortuna altrove e oggi a distanza di anni posso dire di non avere rimpianti, solo un po' di nostalgia per l'entusiasmo che c'era in quegli anni e che oggi invece è stato sostituito dal cinismo. Sono sposato dal 1999 con Manuela ed ho due figli: Federica e Francesco, nonostante il mio lavoro mi porti ancora oggi a frequenti trasferte, non sono più costretto a stare lontano da Benevento come in passato anche se la mia occupazione assorbe gran parte del mio tempo. Mi piace molto viaggiare e fare escursioni; non ho mai smesso di studiare anzi posso ammettere che studio più adesso che in passato, cosa che non mi pesa affatto, anzi, ho notato col tempo che il mio interesse in ciò che faccio crolla nel momento in cui ho la sensazione (o l'illusione) di dominarlo. Apprezzo molto gli sforzi fatti da chi mi circonda per semplificare le cose (quando possibile), critico apertamente chi cerca affannosamente di complicarle per ricavarne vantaggio, odio ferocemente i furbi (o almeno coloro che si credono tali). Ho sviluppato una repulsione ormai irrecuperabile per la politica (non per il concetto di politica ma per ciò in cui è evoluta) e un disgusto indifferenziato per tutti i suoi operatori. Dal 2019 ho pensato di sfruttare le mie conoscenze per dare vita a nel tempo libero a Benevento Nascosta cercando di catturare l'attenzione dei miei concittadini sulla storia di Benevento e sul valore di ciò che è sepolto sotto i loro piedi, spesso nel disinteresse di istituzioni inerti e prive di iniziativa, rappresentanti di un Paese ormai in declino da anni.